Ansia sociale e giudizio degli altri

26-04-2019

Le persone timide spesso soffrono di ansia sociale. Sono molto severe con se stesse e il giudizio che hanno nei confronti degli altri non è altro che una proiezione del proprio giudizio nei confronti di se stessi.

“Come sono andato? Sono andato bene? Sono stato troppo aggressivo? Ho fatto bella figura? E se sbaglio? Se mi metto questo vestito poi cosa penseranno di me? Se esco con quel tizio che figura ci faccio? Non posso andare in giro con questa vecchia auto, è da perdente.

Tutti noi viviamo spesso come sorvegliati speciali, attentissimi agli sguardi e al giudizio degli altri. Per qualcuno è una vera malattia e non a caso si chiama fobia sociale, ma anche chi non è sopraffatto dall’ansia per il giudizio degli altri, può serenamente ammettere che la vita sociale lo condiziona, e non poco…

In realtà non è il giudizio degli altri a farci soffrire, bensì è il nostro giudice interno che ci giudica e ci condanna.

Dunque, facciamo tutto da soli. Ecco allora che arriva un fastidio come l'ansia: solo lei può scuoterci e impedirci di diventare una fotocopia di modelli esterni. Ma cos’è quest'ansia? Nient’altro che un desiderio profondo, naturale e spontaneo di trasgredire ai diktat e di essere se stessi indipendentemente dal giudizio degli altri, qualcosa che però ancora non riusciamo ad accettare e per questo si presenta con le vesti della paura.

L'insicurezza, la paura sono l’unica cosa che ci separa dal diventare un robot: sono la nostra parte viva. Più il giudizio degli altri si fa pressante, più ci sentiamo insicuri, più l’anima ci impedisce di sentirci a nostro agio a vivere la vita di un altro, spingendoci a vivere solo la nostra.

E allora solo se impariamo ad accogliere l'ansia, l'insicurezza e la paura "vivendole", senza respingerle, o nasconderle respirando con esse per poi lasciarle andare e tornare al respiro.

 

 

 

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