Non voli o non guidi per Paura? 8 passi per liberarsi dalla paura...

05-01-2017

Premessa

Tutti noi siamo spesso "travolti" dalle emozioni.

Le emozioni ci guidano, ci definiscono, ci fanno prendere decisioni. 

Il nostro viso cambia colore, la nostra postura varia e ci parla di fierezza o paura o sottomissione, il cuore batte a grande velocità. La pancia, le viscere ci costringono ad ascoltare ed ascoltarci. 

Ma siamo sempre disponibili a farlo? Siamo capaci di raccogliere questi segnali e viverli?

Il nostro corpo ci parla... E' un pò come guardarsi allo specchio e non sempre lo specchio ci rimanda cose percepite e vissute come piacevoli. Ricorriamo così a dei trucchi che in Bioenergetica si chiamano contratture, spostamenti, tensioni. A volte ci facciamo sequestrare dalle emozioni che ci tengono imprigionate, le soffochiamo, non le riconosciamo, le trasformiamo in altro.

Il lavoro terapeutico Umanistico - Bioenergetico, come sottolineano il dr. Luca Napoli e Marco Giannini nel loro libro "Paura di Volare e paura di Guidare" , ha a che fare proprio con un percorso di riconoscimento delle nostre emozioni, non per controllarle, bensì per far si che possano esprimersi pienamente e spontaneamente. 

8 Passi per liberarsi dalla fobia di volare e di guidare:

1) Sentirsi e sentirsi accolti: in un contesto in cui il terapeuta è empatico, autentico e accentante nei confronti del cliente (Carl Rogers, 1951), viene chiesto alla persona di rappresentare in forma grafica la sua paura, dopo averla visualizzata. Unito a questo esercizio, si propone un esercizio di Bioenergetica: mettersi in Grounding, (gambe leggermente divaricate, ginocchia flesse, piedi allineati e perpendicolari alle spalle. I talloni sono leggermente rivolti verso l'esterno, gli alluci puntati verso l'interno. Questa postura conferisce al corpo una postura ferma e radicata nella terra) e aprire le baccia emettendo un suono che esprima apertura all'emozione, alla vita: "Aah... aah..."

2) Imparare a respirare: la persona ansiosa avverte spesso la sensazione di “fame d’aria” e viene pertanto guidata nello sperimentare la respirazione diaframmatica attraverso degli esercizi.

3) Dalla fiducia nell’altro alla fiducia in sé. La persona viene guidata dal terapeuta ad abbandonarsi e a fidarsi di lui attraverso diversi esercizi di visualizzazione e di bioenergetica, come la camminata consapevole, in cui si suggerisce alla persona di abbandonarsi "nelle mani" della sua guida, avendo modo di sentire la propria stabilità, sicurezza e acquisire consapevolezza di limiti e risorse. 

4) Vivere il Qui ed Ora e gestire i pensieri disturbanti. Vengono utilizzati protocolli Mindfulness, in particolare il body-scan, con l’obiettivo di avere strumenti di consapevolezza utili per gestire momenti di difficoltà in maniera autonoma.

5) Imparare a vivere l’attesa. Attraverso la stimolazione del canale emotivo, il cliente viene allenato a sentire e a riconoscere le emozioni, prendendone così distanza per evitare di esserne travolto attraverso alcuni esercizi.

6) Arricchire la propria identità. L’immagine che la persona fobica ha di sé è spesso quella di una persona incapace o fallita. In questa fase, attraverso lo schema di Johary, il paziente viene invitato a focalizzarsi su aspetti positivi di sé celati o poco valorizzati.

7) Cadere e rialzarsi. Imparare a rialzarsi nel caso di fallimenti è importante per gestire eventuali ricadute.

8)  Provarci. Il cliente viene esposto alle situazioni temute (volare o guidare la macchina) partendo da una condizione di rilassamento, attraverso delle fantasie guidate.


 

 

 

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